ho appena effettuato la più grossa mattanza di borse della mia vita, con le lacrime agli occhi, ne ho buttate 25.
addio piccole mie, e grazie per tutti i giorni che avete allietato, per le gomme che mi avete rubato insieme a infiniti burrocacao e lucidalabbra. grazie per esservi sempre intontate con tutto quello che indossavo, grazie per star bene anche con le scarpe da ginnastica e non solo con le scomode scarpe con i tacchi alti. prometto che i rimpiazzi saranno all'altezza della vostra gloria, e chiedo scusa sa la vuitton è più rovinata di voi ma l'ho tenuta, l'economia ha sempre il suo peso. ci tengo a precisare che non è un addio dovuto a incomprensioni o a diverse vedute, ma solo per insufficienza di spazio. non era giusto tenervi li tutte ammassate e sformate una sull'altra. saluto con particolare affetto la borsa inglese, di cui trovo le paillettes in ogni dove.
adieu
non per dire, ma pensavo di essere sopra la media intellettuale dei 18enni del 1996, e invece, rivedendo jack frusciante è uscito dal gruppo, mi sono resa improvvisamente conto che non era affatto vero. come ho potuto considerare quel film una cosa interessante?
allora tutti gli anni del liceo, passati ad ascoltare solo musica di un certo tipo, vestendomi con vestiti usati, ad occupare un centro sociale, a combattere la mia personale lotta per far lavare le "zecche" di scuola mia, a leggere libri impossibili e a frequentare gente che se mia madre lo avesse saputo non sarei mai uscita di casa non sono serviti a niente. se poi consideravo quello uno specchio della generazione che stavo vivendo.
allora forse, la mia unica fonte di salvezza è l'aver detto subito che violante placido è una cagna in recitazione e lo stesso per stefano accorsi.
questo mi tira molto su il morale. le camice di flanella a scacchi non sono buttate al vento.